Il tuo email marketing non funziona perché nessuno VEDE le tue email (ed ecco come risolvere)

Il ROI (Ritorno di investimento) delle tue email riflette il successo generale di tutte le tue campagne email.

E, in media, l’email marketing ha il ROI più alto in assoluto rispetto ad altre sorgenti di traffico come Facebook Ads, Adwords o altro.

Stiamo parlando di un 4.000%. Questo è un ROI di 40€ per ogni euro speso in email.

Stiamo parlando di un potenziale enorme!

Ma, sfortunatamente, ci sono molti problemi.

Per esempio, il ROI delle tue campagne email è probabilmente basso perché le tue e-mail non raggiungono le caselle di posta in arrivo dei tuoi destinatari. E probabilmente non lo sai perché non stai tracciando i risultati delle tue email.

Il ROI delle email è tutto incentrato sulla deliverability.

La deliverability è un fattore cruciale nelle tue campagne email (che riguardano anche i follow-up automatici e i broadcast email – se usi Aweber) che si riferisce al numero di e-mail che arrivano nella casella di posta in arrivo del destinatario senza che il provider di posta elettronica lo abbia rifiutato o contrassegnato come spam.

Spesso in alcuni account mi sono reso conto che su MIE email Gmail funzionanti e attive il messaggio veniva contrassegnato come “respinto”.

In questo post, ti racconterò alcuni modi semplici e veloci per aumentare la deliverability (e quindi il ROI) delle tue campagne email.

Ma prima di tutto, perché le email non arrivano nella posta in arrivo?

Cosa determina se un’email salta nella posta in arrivo?

Fino a qualche tempo fa, l’unico modo per assicurarsi che i filtri anti-spam non contrassegnassero le e-mail come indesiderate (spam) era assicurarsi che il contenuto non fosse “spam”.

Gli spammer hanno però colto velocemente questa cosa e hanno aggirato l’ostacolo velocemente.
Per questo motivo oggi i filtri antispam sono sempre più aggressivi.

I filtri antispam ricercavano dei “pattern”, frasi o parole contenute in email già segnalate dagli utenti come SPAM, e poi valutavano la tua bontà della tua email.

Se il tuo punteggio di spam era basso, la tua email arrivava. Altrimenti nemmeno veniva recapitata.

Gli stessi fattori si applicano ancora oggi, tranne che i provider di posta elettronica cercano lo spam utilizzando metodi ancora più avanzati.

Ora, un provider di posta elettronica esamina gli open rate (i tassi di apertura) e le risposte per decidere se consentire o meno alla posta di arrivare. C’è una buona notizia e una cattiva notizia.

Iniziamo dalla buona notizia.

La buona notizia è che puoi usare uno strumento come GlockApps per controllare il punteggio spam della tua email prima di inviarla.

spam test

La cattiva notizia è che se un filtro invia la tua email a una cartella spam, potrebbe non uscire mai più da quel limbo.

Gmail elimina automaticamente le email che sono rimaste nella cartella spam per più di 30 giorni. Se un utente – come spesso accade – non controlla mai la sua cartella spam, la tua email andrà lì a morire.
Riposa in Pace.

Se un utente controlla la sua cartella spam, ha la possibilità di contrassegnare la tua email come “Non spam“.

C’è speranza dunque.

gmail spam cartella folder

 

Prima di tutto la cosa migliore da fare è assicurarsi che la tua e-mail non finisca in una cartella spam.

Ora che sappiamo che gli ISP (internet service provider) di e-mail sono degli meticolosi e pedanti quando si tratta di contrassegnare i contenuti come spam, diamo un’occhiata ai tipi comuni di filtri spam (e cosa li innesca come una detonazione di C4).

Tipi comuni di filtri spam (e come evitarli)

Secondo Litmus, Gmail è il secondo client di posta più popolare sia nel 2016 che nel 2017 (e probabilmente il crescita anche nel 2018).

Questo grafico dice cosa (programma o servizio) usano per leggere le email.

email client trends

I filtri antispam di Gmail, insieme a quasi tutti i filtri antispam del provider di posta elettronica, possono essere piuttosto aggressivi.

Ad esempio, se un utente attiva BlatantBlocking, Gmail rimbalzerà o eliminerà un’email prima che raggiunga la posta in arrivo dell’utente. Questo succede con i tipi più evidenti di e-mail di spam.

Un filtro e-mail collettivo filtrerà il resto dello spam che lo inserisce nel server e-mail.

Da lì, ogni utente ha la possibilità di regolare altri quattro filtri per contrassegnare lo spam in base alle proprie selezioni e preferenze.

E questa è solo la punta dell’iceberg. Gli utenti possono anche impostare i propri filtri antispam  se lo desiderano.

Quindi, come puoi evitare di essere bloccato nella cartella spam con solo un terribile ROI email da mostrare per questo?

Bene, ci sono molti modi.

Come prima cosa, puoi utilizzare i tag del tuo autoresponder per far sembrare che tu conosca la persona che riceve l’email, o che comunque stai scrivendo direttamente a lui.

Su Aweber si utilizza {!firstname_fix}, Su ActiveCampaign %FIRSTNAME%

Dovresti anche chiedere a tutti gli iscritti alla newsletter di aggiungere il tuo indirizzo e-mail alla loro rubrica.

Aggiungere una call to action per farti aggiungere alla tua rubrica alle tue e-mail è una soluzione rapida. Chiedere non costa nulla no?

L’intento è farti aggiungere in una vera e propria whitelist.

È anche importante sapere che il tuo indirizzo IP può influenzare i filtri antispam.
Alcuni filtri antispam segnaleranno le email in arrivo se in passato hanno ricevuto email di spam da quell’indirizzo IP. Spam o considerate spam perché non hanno passato il filtro.

Ecco perché se devi fare business online, se devi lavorare con il tuo sito, con la tua newsletter o se a prescindere da quello che devi fare devi lavorare con le email, soprattutto se il database è grande, gli autoresponder come ActiveCampaignAweber e compagnia bella, sono di grande aiuto.

Questi servizi infatti invieranno email da diversi indirizzi IP, i loro server sono progettati per riciclare continuamente un certo quantitativo di indirizzi ip.

Se hai un sito WordPress o Joomla e stai gestendo la tua newsletter con un plugin allora sappi che gran parte delle tue email non sta arrivando.

Questo perché il tuo dominio (quello in cui risiede il sito e dal quale invii le email) ha un indirizzo IP fisso. Quindi basta che un racimolo di persone ti sposti in spam, o peggio ancora le tue email ci vadano da sole che ti ritroverai con un disastro fra le mani ad ogni invio di newsletter.

Se poi utilizzi email html, beh! fidati ciecamente, è meglio se utilizzi i template email degli autoresponder.

ActiveCampaign ha la possibilità di creare template email html intelligenti, che cambiano contenuto in base alle azioni che hanno fatto.

template email html

Questi strumenti professionali, è vero che costano, ma includono anche modelli di email già fatti, quindi non dovrai diventare programmatore per inviare le tue campagne email.

Codifica o codice errati provenienti da codice estratto da generatori o peggio ancora da Microsoft Word possono attivare filtri antispam.

Poiché le percentuali di apertura e risposta possono modificare i filtri antispam, è importante testare le e-mail prima di eseguire una campagna completa.

Il test A/B è disponibile anche con la maggior parte degli strumenti di automazione della posta elettronica, incluso Activecampaign.

Basta progettare le diverse versioni che vuoi testare direttamente nel software e sarai in grado di tracciare la metrica di tua scelta per ogni campagna email.

Sono cosi importanti gli sforzi, e gli investimenti, che i provider di posta elettronica come Gmail, producono per contrastare questo fenomeno che a volte sembra come se sono proprio loro i sabotatori delle tue email. Ma non è cosi.

In realtà sono davvero utili perché avrai meno concorrenza se formatti le tue e-mail per farle entrare nella posta in arrivo dei tuoi lettori.

Quindi, ora che sai come evitare i filtri antispam, andiamo a vedere come puoi effettivamente correggere gli errori, e migliorare la deliverability (tasso di consegna delle email)?

Io dal 2009 adotto una sola regola: i miei contatti devono essere motivati. Altrimenti fanculo!

Scusa ma dovevo essere diretto in questa fase.

Costruisci la tua mailing list

Se c’è una cosa che so fare molto bene e far crescere le mailing list, questo senza offesa per nessuno ma me lo riconoscono in molti: “Andrea ho una emorragia di lead” è stata una frase ricorrente negli ultimi anni.

Ti dirò una cosa che non ti aspetti: Non devi spendere soldi per ottenere contatti di qualità.

Concentrati sulla costruzione organica della tua mailing list. Se le persone sono consapevoli che gli invierai email il tuoi tassi di apertura saranno molto più alte di quelle che potresti ricevere da persone che ti conoscono appena.

Nonostante tutto a distanza di tempo capiterà anche te di ricevere email simpatiche con insulti del tipo “ma chi xxxx sei?”

Una mailing list di alta qualità significa anche una riduzione di segnalazioni di spam. Meno email finiscono nello spam. Meglio è per te.

Tutto quello che devi fare è aggiungere in una pagina sul tuo sito web un form cattura contatti, in cambio di qualcosa o della registrazione ad un sito o servizio

Aiuta ad offrire offerte esclusive per gli abbonati o dà loro un incentivo per iscriversi alla tua mailing list.

Ad esempio, H&M ha offerto uno sconto del 20%  per iscriversi alle proprie e-mail:

Non devi necessariamente offrire codici di sconto, però.

Puoi ovviamente regalare qualcosa come un ebook pieno di informazioni importanti, dei video, una mappa mentale tutto dipende da cosa fai e di cosa parla il tuo sito.

Se i tuoi iscritti vedono che c’è qualcosa di valore per loro, saranno più propensi a compilare il form ed iscriversi.

Una volta creata la tua mailing list e tutto il processo per avere sempre più lead, è tempo di guardare al tuo contenuto delle tue email.

Ad esempio, il numero di immagini all’interno di ciascuna email è molto importante.

Troppe immagini nelle email possono effettivamente ridurre la deliverability, allertare i filtri antispam e quindi danneggiare il ROI della tua email.

Riduci il numero delle immagini

Le email con immagini catturano molto di più l’attenzione degli iscritti.

email con immagine

 

Attira l’attenzione, vero? Questo è un buon esempio di ciò che dovresti fare in una email.

Ma non lasciarti prendere la mano dalle immagini.

I filtri antispam segnalano le email con una piccola quantità di testo e un numero elevato di immagini. Se non stai attento, la tua deliverability ne risentirà.

Anche l’utilizzo di un’immagine troppo pesante in termini di KB può mandare la tua email a una cartella spam.

Inoltre, molte persone non attivano la visibilità delle immagini nella loro posta in arrivo. Ciò significa che se le tue e-mail hanno tonnellate di immagini, gli iscritti alla mailing list potrebbero non essere in grado di visualizzare tutti i tuoi contenuti.

In effetti, il blocco delle immagini interessa fino al 40% delle email. Ecco perché ti consiglio di non andare oltre una immagine per email.

Fai in modo che la tua immagine sia intrigante a tal punto da essere un tutt’uno con il testo della mail. Lo scopo finale è far leggere l’email e cliccare il link di chiamata all’azione che hai messo (se previsto ovviamente).

Assicurati di aggiungere i test Alt con chiamata all’azione annessa nelle immagini.

Usa alt text per le immagini in modo che i tuoi iscritti abbiano un’idea di cosa non stanno visualizzando, se non riescono a vederli, se per errore l’immagine non viene raggiunta o visualizzata.

Se l’utilizzo delle immagini è sotto controllo, l’autenticazione delle tue email è un altro ottimo modo per garantire che la tua deliverability sia la più alta possibile.

Autentica le tue email e usa un indirizzo per risponderti

Se stai utilizzando uno strumento di email marketing come ActiveCampaign, puoi autenticare le email da inviare dal tuo dominio, come Sendgrid.

I provider di email amano questi domini autenticati.

Se sei disposto a pagare per autenticare le tue email dimostri di essere un’azienda seria.

Avendo un dominio autenticato, i provider di posta elettronica sapranno automaticamente che non sei uno spammer poiché il tuo indirizzo email contiene un nome ufficiale della società.

A sua volta, la tua email arriverà effettivamente nelle caselle di posta dei tuoi lettori, aumentando deliverability, open rate e relativamente le vendite.

L’utilizzo di un indirizzo email di risposta fornirà lo stesso risultato.

Google e Outlook adorano vedere le email che hanno ricevuto risposte perché di solito le persone non rispondono agli spammer. Ignorano semplicemente le e-mail di spam o le cancellano.

Se riceverai effettivamente risposte via email, il tuo provider di posta elettronica ti vedrà come un mittente legittimo. Spesso accade che se rispondi ad una email automaticamente viene aggiunto il contatto nella rubrica certificando che sei un umano e non uno spammer bot.

Ecco perché dovresti sempre evitare di utilizzare indirizzi email come noreply@ per inviare le tue email.

Questi tipi di indirizzi email danno al destinatario la sensazione di non voler parlare con loro. Questo è un errore da serial killer nella creazione di mailing list efficaci.

Non strutturare mentalmente la newsletter come “la mail è mia comando io, compra e stai zitto” al contrario ragiona piuttosto con la mentalità orientata a stabilire una conversazione.

Utilizza un tipo di email più personale ciao@ hello@ rispondimi@ ecc.

Questo incoraggia i tuoi lettori a risponderti, e i provider di email e i filtri antispam vedranno questo come una buona cosa.

Può essere un modo semplice per tenere le tue email fuori dalle cartelle spam.

Ma come dicevo prima:

Io dal 2009 adotto una sola regola: i miei contatti devono essere motivati.
Altrimenti fanculizzati!

Per questo motivo utilizzo solo double opt-in per la mia mailing list.

Questo perché se ti sto regalando un report e tu hai deciso di compilare il modulo, se sei realmente motivato ad averlo e a rimanere in contatto con me, devi necessariamente dimostrarmelo cliccando su una email di conferma.

Prendo in prestito questa immagine che ben descrive il processo (1)

Pazzesco vedere come il 79% delle email iniziali in un processo di creazione mailing list sia proprio quella di double optin.

Con questa configurazione, gli utenti verranno aggiunti alla tua lista e-mail solo dopo aver confermato la loro iscrizione facendo clic su un pulsante o link nella tua e-mail iniziale.

Questa strategia è popolare per una buona ragione.

Aiuta a proteggere la tua lista email da spambots e persone che non vogliono vedere realmente i tuoi contenuti, ma che sono più che altro curiosi, il che significa che un numero minore di persone contrassegnerà le tue email come spam.

Lasciare disattivato il double-optin avvicina inevitabilmente curiosi e “scazzati col cellulare in mano a far nulla”.

A sua volta, più persone riceveranno effettivamente le tue e-mail nell’elenco, creando un ROI più elevato.

Chiedendo a quelli che si iscrivono “Sei sicuro?” Un’ultima volta, ti stai assicurando che vogliono davvero ricevere quanto hai promesso, e leggerti con te.

È il primo vero segnale che la persona che sta leggendo questa email ti sta apprezzando.

La segmentazione delle email ti aiuterà anche se non lo stai ancora facendo. È un lavoro difficile? Sono d’accordo con te.

Tutto è difficile prima di diventare facile

Segmenta la tua mailing list

Invece di inviare email a ogni persona nella tua mailing list, dovresti per molte ragioni, e non solo per la deliverability, segmentare le tue liste.

In questo modo, puoi indirizzare i lettori ai giusti tipi di email a cui saranno interessati.

Probabilmente già sai ormai che puoi facilmente migliorare gli open rate delle tue email e soprattutto la percentuale di click segmentando le tue mailing list. Se non lo stai già facendo, dovresti farlo.

MailChimp ha recentemente scoperto che le campagne email segmentate ottengono il 14,631% in più di aperture e il 100,95% in più di clic rispetto alle campagne email non segmentate.

email deliverability mailchimp campagne segmentate

A questo aggiungi un 3,9% di segnalazioni di abuso (i rincoglioniti sono questi) in meno. Questi sono quelli che prima si scaricano cose gratis e poi ti scrivono “ma chi cazzo sei? ma chi ti conosce!!”.

Un 9,37% di disinscrizioni in meno (questo accade perché sono più consapevoli). Rimbalzi in meno ecc.

Questa è una grande notizia per il rendimento delle tue email perché più clic e aperture stai ottieni, più vendite farai.

Amazon, per esempio. Sono noti per segmentare le email e personalizzarle per ogni singolo cliente.

Dai un’occhiata a questa email che ho ricevuto da loro solo perché ho effettuato una recensione.

Questa è una email iper segmentata perché mi da importanza, mi associa inconsciamente al titolo di esperto e mi mette in contatto con il suo brand.

Non è una vera e propria comunicazione è una strategica “engage-to-brand” mail.

Rispondendo a questa email mi sentirei immediatamente “più esperto” di Valentina e implicitamente ringrazierei Amazon, probabilmente con un altro acquisto.

Una strategia arguta! 😉

Questo dice anche al mio provider di posta elettronica che voglio continuare a vedere le e-mail di Amazon, tenendole fuori dalla mia cartella spam.

Ci sono tonnellate di opzioni per segmentare i dati, ma il più basilare è dato dai dati demografici.

Puoi facilmente indirizzare le persone in base a età, sesso, reddito e altro. Puoi farlo con dei tag intelligenti come quelli che puoi usare su ActiveCampaign.

L’engagement (il coinvolgimento) via email può essere un altro grande strumento di segmentazione, in particolare per aumentare il ROI e la deliverability delle e-mail. Proprio come fa Amazon.

La percentuale di apertura e la percentuale di clic  sono le metriche principali che devi monitorare. Se utilizzi un autoresponder come Aweber, ActiveCampaign, Mailchimp o altro questa cosa è la normalità.

Se devi confrontare i tassi di apertura e di click della tua azienda con il resto del tuo settore, dai un’occhiata a queste statistiche: 2018 Benchmark Report R3

Non sono solo per il mercato italiano ma vanno bene come metrica di riferimento.

I dati geografici sono un altro modo per segmentare correttamente perché puoi indirizzare gli utenti in posizioni specifiche (o all’interno di un’area vicina alla tua attività).

Soprattutto se devi fare dei tour sul territorio. Perché mandare a uno di Biella la mail del corso di Tizio che si terrà per 2 ore a Bari? È una comunicazione inutile!

Inoltre, segmentare il pubblico in base al punto in cui ciascun lettore si trova attualmente nel funnel assicurerà che i tuoi messaggi siano personalizzati e pertinenti.

Inutile continuare ad inviare email “ultimi posti!” se io ho già comprato il biglietto. Mi metterebbe il dubbio: “Perché mi dice cosi? È andato male il mio acquisto? I soldi su Paypal me li ha scalati! Ho perso i miei soldi?? ho perso i miei sooooldi?????” 😀

Fidati succede proprio questo nel cervello!

Puoi anche segmentare in base agli acquisti precedenti, come fa Amazon, raccomandando articoli simili a quelli che un utente ha precedentemente acquistato da te.

E una volta apportate tutte le correzioni elencate sopra, è necessario assicurarsi di monitorare correttamente le e-mail e il loro comportamento in termini di tassi di apertura, click e conversione.

È il modo più veloce per assicurarsi che i tuoi messaggi vengano inviati alla posta in arrivo dei tuoi destinatari, inoltre puoi apportare alcune modifiche rapide se non visualizzi i risultati desiderati.

Devi tracciare le tue email

Inviare contenuti di valore ai tuoi utenti non è l’unica cosa per fare email marketing fatto bene.

Come prima cosa email marketing significa assicurarsi che le email arrivino – ergo – avere un’alta deliverability! Altrimenti a chi scrivi?

Tenerli fuori le tue email dai radar dei filtri antispam e chiedere agli utenti di aprirli.

Devi sapere quante email vengono aperte e quanti click ne conseguono. E se hai più link nella stessa email quale link hanno cliccato di più.

Un autoresponder professionale può aiutarti in questo. Questi servizi a pagamento hanno tutto quello che ti serve per tenere traccia delle attività email

Io in questo momento sto utilizzando per due ragioni diverse ActiveCampaignAweber

Che email utilizzano in italia? Ho fatto un test…

Ho scaricato tutte le email dei 13 account di autoresponder che gestisco, per un totale di 1.357.932 email e fatto una ricerca dopo il simbolo @.

Un numero decisamente significativo. Nel mio caso il riscontro è stato questo

Ho ottenuto questi dati:

  • 42,89% di email Gmail
  • 9,02% di email Libero.it
  • 8,45% di email Hotmail.com e .it
  • 2,91% di email Fastweb
  • 36,73% usa email diverse da queste (buona parte siti propri)

Spaventoso quel quasi 43% di email Gmail!!

Conclusione

Se il ROI delle tue email è basso, è probabile perché nessuno, o comunque pochissimi, stanno ricevendo le tue email.

L’email marketing ha il ROI potenziale più alto rispetto a qualsiasi altra tecnica di marketing, quindi è necessario concentrarsi sulla deliverability al più presto possibile.

Se le tue e-mail stanno andando in una cartella di spam o rimbalzano, non vedranno mai la luce del giorno. Fortunatamente per te, ci sono diversi modi per correggere il problema.

Prima di tutto, dovresti costruire la tua mailing list in modo organico. Assicurati, mio parere personale, di utilizzare solo moduli double opt-in piuttosto che single.

Non aggiungere troppe immagini alle tue e-mail. Una basta, ti ho messo qui sopra l’esempio di una email che ho mandato per Lele Canavero.

Se aggiungi troppe immagini i fornitori di servizi di posta elettronica e i loro filtri antispam penseranno che tu sia uno spammer.

Autentica le tue e-mail in modo che finiscano con il nome di una società e utilizzino un indirizzo di risposta in modo da non allontanare i clienti (o che il tuo fornitore di servizi di posta elettronica pensi che stai inviando posta indesiderata).

Segrega sempre gli elenchi di e-mail in modo che ciascun cliente riceva un’email personalizzata. Si impegneranno maggiormente con i tuoi contenuti, che Gmail o Outlook vedranno come una buona cosa.

E non dimenticare di tenere traccia delle tue email con uno strumento di email marketing a tua scelta in modo da poter visualizzare i report sulle tue campagne e correggere eventuali errori che stanno riducendo i tassi di deliverability.

Quali suggerimenti specifici hai utilizzato per aumentare la deliverability e il ROI della posta elettronica?