YouTube, come ottimizzare un video per incrementare visite e leads

Quello che segue è un guest post di Alessia Martalò Consulente SEO “raccomandata” perché barese come me, anche se vive a Milano. 😀
Alessia in questo articolo dispenserà utili consigli su come come ottimizzare un video di Youtube per incrementare visite e leads.

Buona lettura!

YouTube è, o quantomeno è stato, uno dei social più sottovalutati. Aziende, brand o professionisti che intendono investire nel Web Marketing, per lo più, scelgono di aprire un account Facebook, LinkedIn o in alternativa Instagram. Molto pochi, però, decidono di puntare tutto su YouTube. E

Oppure, basta un semplice fatto per comprendere le reali potenzialità di YouTube. In questo caso, basta fare una ricerca su Google, ovvero “contouring viso“, e analizzare la relativa SERP.

Escludendo gli annunci sponsorizzati (di testo e risultati di Google Shopping), due risultati su dieci fanno riferimento ad un video pubblicato su YouTube. In altri termini, YouTube è l’unico social i cui contenuti rientrano, in maniera così massiva, nelle pagine dei risultati di ricerca di Google.

Ecco perché vale la pena investire e, soprattutto, ottimizzare i propri contenuti video così da incrementare le possibilità di comparire nella SERP.

Ma quali sono i fattori di posizionamento più importanti di cui tener conto? Vediamo i principali.

  • Il titolo del video, che dovrà contenere la parola chiave con la quale intendiamo posizionarci
  • Il coinvolgimento degli utenti (like, commenti, visualizzazioni) è uno dei fattori più importanti (e ciò, come sappiamo, vale anche per un sito web, dove i parametri di tasso di rimbalzo e durata sessione sono presi in esame da Google per stabilire l’engagement del contenuto)
  • La descrizione del video, che dovrà contenere la parola chiave e le chiavi correlate
  • La popolarità del canale, intesa come numero di utenti iscritti

Entrando maggiormente nel dettaglio, possiamo dire che 10 sono i fattori più rilevanti, ovvero:

  1. Trust, calcolato a partire dalle visualizzazioni del video, dall’anzianità del canale, dal numero di iscritti e dalla freshness dei contenuti pubblicati
  2. Title, ovvero l’ottimizzazione del contenuto, che include il nome del video
  3. Keyword e rilevanza dei contenuti, in base alla descrizione, alle parole chiave utilizzate, alle annotazioni
  4. Autorità, legata alla frequenza di pubblicazione, al titolo e alle parole chiave utilizzate nel canale; importantissimi sono anche i link esterni verso il contenuto video (inclusi gli embed)
  5. Channel Strenght, un parametro che si basa essenzialmente su Autorità e Trust
  6. Numero di visite del video
  7. Audience Retention, che dipende in parte anche dalla lunghezza del video
  8. Condivisioni, sui social e sul web
  9. Reazioni ed engagement degli utenti, intesi come like, aggiunta ai preferiti o alla playlist
  10. Commenti, tenendo conto anche le parole chiave presenti nei commenti degli utenti

Facciamo ora un passo indietro e torniamo alla SERP relativa a “contouring viso”. In prima pagina, troviamo anche un contenuto video esterno, presente nel sito dilei.it. Dunque, è possibile rientrare nella SERP con un contenuto video anche senza utilizzare YouTube. Come fare?

In questo caso è bene adottare il markup di Schema.org, per comunicare a Google che il contenuto riportato all’interno della pagina è un video. Scherma.org fornisce un metodo di markup per definire, in maniera precisa, la tipologia di contenuti presenti in un sito web.

È possibile, in questo modo, definire i dati relativi ad un’organizzazione, un evento, una persona, un prodotto, una località e, naturalmente, un video. Ciò consente a Google di creare un rich snippet (nel caso in questione, mostrando la thumbnail del video), che potrà presentare informazioni aggiuntive utili all’utente, quali il prezzo di un prodotto, la sua disponibilità, le recensioni degli utenti.

Utilizzando Schema.org per un video, sarà possibile, per esempio, indicare informazioni relative alla durata, alla data di pubblicazione, all’eventuale data di scadenza e alla thumbnail che intendiamo presentare in SERP.

Tutto qui? Non esattamente. È consigliabile creare una sitemap per i video, da linkare direttamente nel file robots.txt e inviare a Google tramite Search Console.

Scegliendo le giuste parole chiave e provando a competere in SERP, almeno inizialmente, non troppo competitive sarà possibile arrivare a posizionare il proprio contenuto video, YouTube o embed all’interno del proprio sito, su Google.